Capitolo 9 - Un Nuovo Giorno
Il risveglio fu brusco. Lia si ritrovò sdraiata sul pavimento freddo della sua stanza, il cuore che batteva forte, le mani ancora tremanti come dopo un’immersione improvvisa in un lago gelido. Era come se avesse attraversato un sogno intenso, una realtà parallela fatta di luci sfocate e suoni ovattati, un mondo dove tutto sembrava possibile ma dove lei, alla fine, non era mai veramente libera.
Quei momenti sospesi tra il sonno e la veglia, tra il digitale e il tangibile, erano sempre più brevi e fragili. Lia aprì gli occhi e vide le pareti familiari della sua stanza, le ombre allungate dalla luce che filtrava dalla finestra, l’orologio che ticchettava monotono. Era tornata. O almeno così sembrava.
La realtà vera, quella che si può toccare con mano, quella che non si può spegnere con un click, la assalì come una scossa elettrica. Ogni respiro, ogni suono, sembrava amplificato e al tempo stesso svuotato di senso. L’adrenalina le pulsava nelle vene come se fosse una droga, la stessa che provava nell’attimo in cui si trovava sospesa tra vita e morte, tra presenza e assenza, tra quel mondo irreale e la durezza di questa realtà che ancora non sapeva accettare.
Era una dipendenza paradossale: cercava la luce come chi cerca la propria dose. Ma la verità è che quella luce era solo un’illusione temporanea. Una pausa nel buio pesto che le avvolgeva l’anima. Per un attimo si sentiva piena, completa, senza bisogno di inseguire il dolore, senza bisogno di cercare ancora la sofferenza per sentirsi viva.
Ma sapeva che quel momento sarebbe durato poco. Che presto la pagina della sua vita, appena spiegazzata e piegata, sarebbe diventata un ricordo, un brandello di storia da dimenticare.
Il sole era caduto, disastrato, lasciando spazio al buio profondo. E lei doveva scegliere: buttarsi tra le onde della notte o soccombere al freddo silenzio della luna che lentamente moriva nel cielo.
Nei miei periodi di depressione non sono mai stata salvata da qualcuno... ma da storie raccontate sullo schermo.
Da esse ho imparato che dovevo coltivare un orgoglio che nessuno potesse spezzare per me.
E che, in fondo, sono io l’artefice della mia vita, il Dio di me stessa, e che tutto dipende dalle scelte che faccio.
Quelle storie sono state la mia voce interiore, il mio specchio, la spinta che mi ha fatto dire:
“Sei anche tu come lei, perché allora non agisci come lei?”
Un motore che mi ha cambiato, la scintilla che mi ha spinto a risorgere.
Posso affermare che sia vero…
un velo nero mi copriva
ma era trasparente…
inizialmente vedevo tutto buio,
poi mi sono abituata e sono riuscita a intravedere la luce,
quella luce che forse, senza quel velo, non sarei mai riuscita a vedere…
L'inizio era un inizio buio…:
…cammina nel buio per trovare la luce…
…se attraversi la luce lasciando alle spalle le sue ombre e ignorando il buio che ci segue, non impari mai a convivere con esso, e quando inevitabilmente arriverà la notte, moriremo con essa… per vivere devi amare le ombre nella luce.
La fine era totale.
Un totale assoluto.
“Essendo io un’energia vagante reagisco come tutti alle influenze energetiche del mondo, alle realtà che si incontrano in un’unica dimensione visiva... e quindi anch’io sono un flusso di questo universo. Ogni pensiero altrui influisce su ciò che diventerò e su ciò che farò, di conseguenza ogni ‘credenza negativa’ o ‘pensiero scoraggiante/criticante/giudicante’ nei miei confronti si attuerà involontariamente senza che io possa accorgermene. Non si può combattere o resistere davanti a questa verità, chi ha più potere sulla propria realtà lo esercita su quella degli altri, influenzandola del tutto o in parte.
Per questo è molto importante che le persone siano lucide, consce del proprio mondo interiore ed esteriore. Non posso respingere le mie ombre, lotteranno contro di me, posso solo…
Lo stesso vale per le energie positive, anche queste si attueranno e una persona potrebbe da un giorno all’altro trasformarsi da cattiva a buona con un semplice pensiero positivo verso di essa, basta volerlo... paradossalmente è così, ma è molto più difficile di quanto sembri.
Un nuovo inizio lo decidi tu, ma quando tu stessa sei parte dell’oscurità non puoi decidere di uscirne.
Non si tratta, come molti credono, di una manipolazione degli altri, ma semplicemente di una plasmatura del proprio mondo. Di diventare finalmente ciò che vogliamo essere: Dei del nostro mondo.
Il segreto di tutto questo è la connessione, la consapevolezza, dentro e fuori di noi. Scoprire il proprio potere ed esercitarlo sul proprio mondo per far sì che diventi gioia... è questo quello che volevo fare io, che avrei voluto fare per vivere anche io finalmente il mio ‘nuovo giorno’.”
Accesi una candela blu, aspettai così la luna nuova... in agosto, il mese dove tutto è iniziato e il mese dove tutto ricomincerà...
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