Capitolo 10 - Realtà?

Prima di varcare la soglia che la avrebbe riportata nel Kairos, Lia sentì il corpo sfaldarsi in mille frammenti invisibili. Non era un semplice passaggio fisico, ma un’esperienza profonda e quasi indescrivibile: la dissociazione.

Come uno sguardo che si stacca da sé stesso, la sua mente si separava dal corpo, creando una scissione tra l’io osservatore e l’io osservato. Un distacco netto, quasi chirurgico, tra il flusso della coscienza e la percezione del mondo esterno, come se la realtà fosse diventata un film visto da lontano, un sogno dentro un sogno. La percezione del tempo si dilatava e si contraeva, i contorni degli oggetti si sfumavano e la sensazione di irrealtà si faceva opprimente. Ogni suono sembrava venire da un altro piano, ogni movimento era lento, quasi etereo. Lia si sentiva sospesa in un limbo tra la presenza e l’assenza, tra la memoria e l’oblio.

Questa separazione dal sé non era fuga, ma una discesa in un mondo parallelo dentro sé stessa, un viaggio attraverso l’invisibile confine tra mente e materia, tra ciò che è e ciò che sembra essere.

E se fosse tutto un sogno? Se noi stessi fossimo soltanto sogni che cercano senso in un incubo senza fine? Forse tutto acquisterebbe un significato più profondo, più fluido, meno definitivo.


Lia si trovò davanti a uno specchio. Guardava il proprio riflesso e parlava, come se dialogasse con un altro sé, o forse con un altro mondo.

«Parlo spesso davanti a uno specchio e lui mi risponde. Il mondo mi ha sempre dato risposte confuse, sfumate, come nebbia sul lago. Mi interrogo da sempre sul senso della nostra esistenza, su ciò che è vero e ciò che è illusione. Mi pongo domande alle quali forse non esiste una risposta oggettiva, e solo guardando me stessa posso scorgere le risposte di cui ho bisogno. Forse vivo nel mio mondo, o forse sono soltanto un sogno dentro un sogno.»

Il riflesso si animò e la interruppe con voce calma, limpida:
«Ogni vera risposta viene da sé, perché ogni domanda nasce dentro di noi. Solo noi possiamo sapere davvero cosa cerchiamo, cosa desideriamo e cosa temiamo.»

«Ciao, ombra. Non continuare a fissarmi così, sembra quasi che tu voglia dirmi che ho sbagliato qualcosa.»

«Ma qui non c’è nessuno, ci sei solo tu.»

«Sono dissolta in questi pensieri, che sembrano svanire quando decido che non esistono più. Come si distingue la vita vera da quella dentro un reality?»

«Sai dove ti trovi?»

«Non so neanche chi sei tu.»

«Sono te.»


Lia sentì la dissociazione invadere ogni senso, una sensazione che la trascinava nel punto in cui confine tra realtà e illusione si dissolveva, e dove ogni risposta era soltanto un altro dubbio, ogni certezza un’ombra pronta a svanire.

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